Negli anni '60 il villaggio di San Salvatore fu più volte destinato a set di spaghetti western. Il che, arrivandovi fuori stagione, non sorprende affatto: il silenzio quasi assoluto che regna tra le sue piccole abitazioni, localmente dette cumbessias, sembra davvero preludere al duello finale tra lo sceriffo e il cattivo di turno. Salvo che non vi si capiti nel primo fine settimana di settembre, in occasione della Corsa degli Scalzi: il sabato uomini, ragazzi e bambini, a piedi nudi, trasportano il simulacro del santo da Cabras a San Salvatore, per poi riportarlo indietro la domenica. Sotto la chiesa, seicentesca, si apre un ipogeo destinato in epoca nuragica a luogo di culto delle divinità dell'acqua: funzione che conservò in epoca romana, come ricordano gli affreschi alle pareti.
